HEART OF THE MATTER – IL NUOVO IRRIVERENTE VIDEO DEI LIBERTINES

Ci eravamo ripromessi di scrivere questo post subito dopo l’uscita – la scorsa settimana – del video di “Heart of the Matter”, il secondo singolo estratto da “Anthems for doomed youth”, terzo attesissimo album dei Libertines.
Perché ci abbiamo messo così tanto per scrivere e pubblicare questo articolo quindi? La risposta è piuttosto semplice. Per chi ama i Libertines e la loro essenza, questo video è una pugnalata al cuore. Chi ama i Libertines, vedendo questo video, ha sofferto. Poi sospirato. Poi provato tanto orgoglio e pensato che questa sia la band più onesta dell’ultima generazione.

Nel video, Peter e Carl sono in due piccole stanze separate, pronti a esibirsi a gettone per il pubblico curioso. Con loro, due figurini di cui non vediamo il volto, perché di spalle. In un crescendo angosciante ed estremamente vivido, Peter e Carl torturano le sagome di fronte a loro, forzandole a rivivere ripetutamente i rispettivi demoni ed errori: Peter inizia obbligando il manichino a fumare crack fino ad arrivare a iniettargli eroina nel collo. Carl ingozza il suo dummy di whisky e cocaina, e lo percuote continuamente, per poi colpirlo violentemente sul volto con un bastone. Tutto questo accade sotto gli occhi di un pubblico morboso, ma via via sempre più annoiato e disinteressato al progressivo degrado dei due: se, all’inizio, le persone ridono e aspettano curiose il prossimo “numero da circo” di Peter e Carl, piano piano, quando i due scendono sempre più in basso, se ne disinteressano, se ne vanno, fanno altro. Anche John e Gary assistono impotenti allo spettacolo, sofferenti spettatori della discesa all’inferno, proprio sotto i loro occhi, dei loro amici.

Al culmine delle torture, quando Carl è ormai ricoperto di sangue e Peter ha infilato la siringa nel collo del suo manichino, entrambi girano delicatamente le due sagome martoriate per mostrarle al pubblico, composto ora da un unico fan, silenzioso, triste e in lacrime. Perché piange? Perché i due manichini, morti sotto i colpi inflitti, sono Carl e Peter stessi. Carl giace sulla sedia col volto tumefatto e pieno di sangue, Peter morto di overdose. Due immagini fortissime, tanto reali nel trucco da fare male, malissimo. Sul chiudersi del video, è Peter a guardare negli occhi lo spettatore e a fargli un cenno, come a dire “Visto?”.

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Un video di una potenza inaudita, frutto della regia di Roger Sargent che segue la band dagli inizi e che forse è l’unico realmente in grado di coglierne la vera anima. Con questa canzone e questo video Peter e Carl si mettono a nudo, affrontano i loro demoni, rimettono in scena il male reiterato che hanno fatto a se stessi in tutti questi anni. Una presa di coscienza senza giudizi o moralismi, una semplice constatazione della realtà. Un particolare da non tralasciare è il fatto che, nella loro discesa verso il baratro, Peter e Carl sono separati, non si vedono, non si incontrano, non si parlano. La tristezza di questa separazione, ovviamente, si combina con la condanna a tutto quel pubblico – giornalisti o semplici curiosi – che in questi anni ha solo saputo massacrarli, avido di scandali e colpi di scena, dimenticandosi delle persone che di questa band sono il cuore pulsante.

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Il risultato finale è un video forte, angosciante e stomachevole, degno completamento di una delle canzoni più bella dell’album e, probabilmente, dell’intero repertorio dei Libertines. “Heart of the Matter” appoggia un testo pesante e amaro su melodie e ritmi vividi, in un contrasto che funziona perfettamente anche live: la loro esibizione al “Later with Jools Holland” del 28 settembre è stata semplicemente perfetta. Questa volta Peter e Carl non erano separati, erano anzi vicini e complici: sì, la battaglia contro i propri demoni – resa ancora più difficile dal giudizio meschino dell’opinione pubblica – non è ancora finita, ma dopo tanti anni, problemi, litigi e cataclismi, i Libertines sono ancora qui.

Yeah, with all the battering it’s taken, we’re so glad that it’s still ticking.