Biografia

I Libertines nascono a Londra nel 1997: a creare la band sono Carl Barât e Peter Doherty.

La line-up del gruppo fondato sul sodalizio musicale e umano tra i due frontmen (entrambi voce e chitarra), include anche John Hassall al basso e Gary Powell alla batteria.

Agli inizi degli anni 2000, la band vive un successo veloce e intenso, che porterà i Libertines ad essere considerati una delle più sincere espressioni dell’avanguardia della nuova generazione brit-pop, grazie a canzoni trascinanti, fatte di sonorità post-punk e testi fortemente incentrati sulla società e la cultura inglesi.

I due fondatori si incontrano quando Carl, che studia recitazione all’Università di Uxbridge, è il coinquilino di Amy-Jo Doherty, la sorella maggiore di Peter. I due prendono velocemente coscienza delle proprie capacità compositive e la loro passione in comune per la scrittura musicale si trasforma presto in un legame intenso e creativo. Carl abbandona il corso di recitazione, Peter lascia il corso di letteratura alla Queen Mary: insieme si trasferiscono in un appartamento a Camden Road, che viene soprannominato “The Delaney Mansions“.

Peter e Carl formano un primo gruppo con il vicino di casa Steve Bedlow: si fanno chiamare i “The Strand”, ma presto diventano i The Libertines, in onore del romanzo “Lusts of The Libertines” del Marchese de Sade. Molti dei loro primi piccoli concerti avvengono nell’appartamento di Peter e Carl, che in quel periodo fissano un live al Filthy Macnasty’s Whiskey Cafe di Islington, dove Peter lavora come barman. Lì, Roger Morton vede del potenziale in questi ragazzi e si offre di far loro da manager: i Libertines accettano, ma Morton li abbandona dopo i primi sei mesi senza successo.

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Nel marzo del 2000, i Libertines incontrano Banny Poostchi – un legale della Warner Chappell Music Publishing – che riconosce immediatamente il loro potenziale e ne diventa la manager. I Libertines registrano così “Legs XI“, una raccolta delle loro 8 migliori canzoni fino a quel momento (che in seguito diventerà uno dei bootleg più noti tra i fan). Nonostante tutto, nel dicembre 2000, i Libertines sono ancora senza contratto, motivo che porta Dufour, Hassall e Pootschi a lasciare il gruppo.

Il grande successo, proprio in quell’anno, degli Strokes – una band dalle sonorità molto simili a quelle dei Libs – convince però la Pootschi a rivedere la sua posizione e a fare anzi di tutto perché i Libertines firmino un contratto con la Rough Trade, entro sei mesi. È in questo periodo che Peter e Carl scrivono molte delle canzoni che finiranno sul primo disco, mentre, nel frattempo, Gary Powell viene scelto come batterista della band, al posto di Paul Dufour. Il 1 ottobre del 2001, Carl e Peter organizzano uno showcase per James Endeacott della Rough Trade: il supporto di Endeacott fa in modo che, solo 10 giorni dopo, i Libertines suonino di fronte agli alti gradi della label, Geoff Travis e Jeanette Lee, che promettono loro un contratto. L’accordo ufficiale viene siglato il 21 dicembre.

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I Libertines hanno ancora bisogno di un bassista: torna John Hassall, pur messo a corrente del fatto che la sua visibilità sarà inferiore a quella di Peter e Carl, vera anima della band. Dopo aver firmato con la Rough Trade, Peter e Carl si trasferiscono in un appartamento al 112a di Teesdale Street, a Bethnal Green, da loro rinominato “The Albion Rooms” (un luogo che farà da palcoscenico a molti dei loro guerrilla gig).

Il primo singolo, “What a Waster“, è prodotto dall’ex chitarrista dei Suede, Bernard Butler. Il singolo viene passato pochissime volte alla radio, a causa del suo testo sovversivo, ma nella stessa settimana di pubblicazione del singolo i Libertines compaiono per la prima volta sulla copertina di NME.

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Il primo album viene registrato e prodotto da Mick Jones, membro dei The Clash: Il titolo è “Up the Bracket” e viene registrato ai RAK studios. Allo stesso tempo, la band cerca di suonare il maggior numero possibile di live (più di 100 soltanto nel 2002), compresi opening act per i Sex Pistols e Morrissey.

Il secondo singolo, “Up The Bracket“, esce il 29 settembre anticipando di quasi un mese esatto l’uscita dell’omonimo album. I Libertines vincono agli NME Awards nella categoria Best New Band, ma Carl lascia The Albion Rooms.

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Durante la registrazione dell’album e il relativo tour, infatti, l’uso smodato di droghe da parte di Peter incrina i suoi rapporti con il resto della band, e le tensioni sono spesso palesi anche durante le esibizioni live. L’instabilità emotiva di Peter è ben chiara anche dai pensieri che lui stesso esprime in “Books of Albion“, il libro che raccoglie le sue impressioni ed emozioni di quegli anni, o anche dai post che lascia sul forum di libertines.org con il nickname “heavyhorse”, in cui visibilmente alterna giorni di rabbia e depressione ad altri di serenità e buonumore.

I Libertines partono per gli USA per la promozione dell’album e la scrittura di nuovo materiale. Nel maggio 2003 a New York registrano le “Babyshambles Sessions“, un set che contiene alcune delle canzoni che diventeranno poi parte del repertorio dei Libertines e dei Babyshambles, come “Last Post on the Bugle“, “Albion“, “In Love With a Feeling” e “Side of the Road“. Carl é sempre più esasperato dal tipo di persone di cui si circonda Peter, e proprio per questo decide di abbandonare le sessioni di registrazione, lasciando Peter da solo a completarle. Le canzoni vengono poi consegnate a una fan – Helen Hsu – che, con il lasciapassare di Peter, le rende disponibili gratuitamente su Internet.

Tornati in UK, le tensioni continuano a crescere: Peter organizza guerrilla gig a cui Carl non partecipa; Peter, d’altro canto, è quasi sempre assente alle registrazioni del nuovo singolo, “Don’t Look Back into the Sun“, una canzone che conferma una volta di più le altissime capacità cantautoriali della coppia Doherty-Barat.

Peter organizza un live speciale per festeggiare il compleanno di Carl che però, già coinvolto in un altro party, non si presenta. Peter si sente tradito e il giorno dopo non sale sul treno che deve portare i Libertines in Germania per il loro tour europeo. La band è costretta a suonare senza di lui. Presto le posizioni si scambiano: Carl decide di escludere Peter dal gruppo fino a quando non si sarà completamente liberato dalla sua dipendenza dalle droghe. Peter continua a suonare con i Babyshambles, mentre i Libertines portano a termine il loro tour in Giappone senza di lui.

Distrutto e sempre più rancoroso, Peter si introduce abusivamente nell’appartamento di Carl: viene arrestato, giudicato colpevole per furto e condannato a sei mesi di reclusione (poi ridotti a due).

Nonostante tutto, “Don’t Look Back into the Sun” esce il 18 agosto e si posiziona al n.11 delle classifiche, il loro piazzamento più alto fino a quel momento. I Libertines suonano al Carling Weekend con Anthony Rossomando (che diventerà poi un membro dei Dirty Pretty Things fondati da Carl) alla chitarra.

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Quando Peter esce di prigione nell’ottobre del 2003, Carl è lì fuori ad aspettarlo. Suonano la sera stessa, al Tap’n’Tin di Chatham, insieme – a sorpresa – anche a John e Gary. Il live diventa Gig Of The Year per NME. I Libertines suonano 3 concerti sold-out al Kentish Town Forum di Londra, che si concludono tutti con un’invasione di palco da parte dei fan. Queste tre date finiscono nella Top 100 dei migliori live di tutti i tempi secondo Q Magazine. Anche il tour inglese di marzo 2004 segna tre date sold out londinesi, questa volta alla Brixton Academy.

Banny Pootschi è stata nel frattempo sostituita da Alan McGee, il fondatore della Creation Records nonché manager degli Oasis (che in seguito lo diventerà anche dei Dirty Pretty Things). La band comincia la registrazione del secondo album con Bernard Butler, ma la collaborazione dura poco a causa del difficile rapporto tra lui e Peter.

Nel 2004 i Libertines vincono nella categoria Best Band agli NME Awards, nonostante “Don’t Look Back Into The Sun” sia stata la loro unica pubblicazione nell’anno precedente.

Parallelamente ai Libertines, Peter registra “For Lovers“, una canzone scritta insieme all’amico “Wolfman” (Peter Wolfe) che raggiunge il n.7 delle classifiche inglesi, sorpassando qualsiasi piazzamento ottenuto dai Libertines fino ad allora. Nonostante la sua palese intolleranza per Wolfe, Carl accetta di registrare la chitarra per il B-side del singolo, “Back From the Dead“.

Per la registrazione del secondo album, tornano sia Mick Jones come producer che la dipendenza di Peter dalle droghe, un fattore questo che segna irreparabilmente i rapporti nella band. A maggio 2004, Peter entra al The Priory, un centro di disintossicazione altamente qualificato: purtroppo, lo abbandona molto presto, per tornarci e infine lasciarlo di nuovo il 7 giugno. Quando lascia il The Priory per la seconda volta, Peter si presenta all’Infinity Club, il locale dove Carl gestisce la serata “Dirty Pretty Things“: sono presenti anche Gary e John, e Peter comunica a tutti la sua decisione di partire per la Thailandia, per provare a disintossicarsi al centro Wat Tham Krabok. I Libertines suonano un breve set di canzoni: quella sarà l’ultima volta che il gruppo suonerà insieme di lì a 6 anni, e anche l’ultima volta che Peter e Carl si parleranno, per più di 9 mesi. Il gruppo ribadisce a Peter che sarà di nuovo il benvenuto una volta vinta la sua battaglia contro la droga, ma nel frattempo il suo successo con i Babyshambles aumenta e ciò non facilita, almeno a breve termine, una riconciliazione con i membri della sua prima band.

Contemporaneamente, però, i Libertines continuano a lavorare a nuovo materiale. Il singolo “Can’t Stand Me Now” descrive la rottura dell’amicizia apparentemente d’acciaio dei due frontmen e la sua trasformazione in un rapporto d’amore e odio: viene pubblicato il 9 agosto 2004 e si piazza al n.2 delle chart. Ma la domanda che Peter, Carl e tutte le persone che amano la band si pongono è: ‘Have we enough to keep it together?’.

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Il secondo album, l’omonimo “The Libertines“, esce a fine agosto e raggiunge i primi posti delle classifiche. Il loro ultimo singolo è “What Became of the Likely Lads“.

I Libertines suonano il loro ultimo show – di lì a più di 5 anni – a Parigi, il 17 dicembre 2004, senza Peter. Carl decide di sciogliere il gruppo, avendo perso la voglia e lo spirito per affrontare un tour e una promozione sotto quel nome, ma senza Peter.

Pete e Carl non si sentono né vedono per diversi mesi dopo la fine dei Libertines, soprattutto a causa della spirale negativa in cui si trova Peter a causa della sua dipendenza dalla droga. I diversi membri del gruppo si ritrovano spesso sul palco per cantare le canzoni dei Libertines, ma tutti i discorsi su una possibile reunion restano molto vaghi, perché Peter e Carl sono molto concentrati sulle loro carriere con le loro nuove band: i Babyshambles e i Dirty Pretty Things.

Nel 2007 viene pubblicato un greatest hits, “Time for Heroes – The Best of The Libertines“.

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La reunion non avviene fino al 2010: il 29 marzo di quell’anno viene annunciato il ritorno del gruppo in occasione del festival di Reading e Leeds, con una conferenza stampa al Boogaloo di Londra, che si trasforma presto in una guerrilla gig. I Libertines si esibiscono prima degli headliner Arcade Fire, il 27 agosto a Bramham Park (Leeds) e il 28 agosto a Little John’s Farm (Reading). I due live del Festival sono preceduti da due concerti al Kentish Town Forum il 24 e il 25 agosto. Quest’ultimo live finisce nel dvd prodotto da Roger Sargent There are no innocent baystanders, interamente dedicato alla reunion del 2010.

Le esibizioni di Reading e Leeds ricevono un’accoglienza molto positiva sia da parte dei fan sia della critica, ma il futuro della band resta poco chiaro. Carl e Peter partono per i rispettivi tour solisti. Nel 2012, però, in occasione degli NME Awards, Carl dichiara di essere certo che i Libertines faranno di nuovo qualcosa insieme in futuro, pur non avendo programmi concreti. Anche Peter è della stessa opinione, e di lì a poco conferma di essere certo che ci sarà un futuro per i Libertines.

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Il 20 aprile 2014 sulla pagina Facebook della band compare un’immagine di Hyde Park: proprio in quei giorni, Pete e Carl dichiarano di aver accettato di suonare al British Summer Festival, nel più famoso parco di Londra, la sera di sabato 5 luglio.

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Proprio poco prima dell’entrata on stage dei nostri, sui maxi scherma compare un nuovo annuncio: i Libertines suoneranno ad Alexandra Palace (Londra) il 27 e il 28 settembre. L’emozione è collettiva e palpabile: qualcosa sta cambiando, qualcosa si sta davvero muovendo.

Le due date all’Ally Pally registrano il tutto esaurito in pochi giorni: ne viene aggiunta una terza e, subito a seguire, i Libertines partono per un breve tour europeo, che si conclude nella prima metà di ottobre.

Finito il tour, Carl si dedica alla sua nuova band, Carl Barat & The Jackals, mentre Peter vola in Thailandia, alla volta dell’Hope Rehab Centre, per l’ennesimo programma di disintossicazione. Questa volta, però, non abbandona il trattamento dopo pochi giorni, ma anzi lo porta a termine, rimanendo nel centro fino alla fine dell’anno.

A novembre del 2014, Carl, John e Gary raggiungono Peter, ma non si tratta di una semplice visita: i Libertines firmano un contratto discografico con la Virgin EMI Records.

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Terminate le cure all’Hope Rehab, Peter resta ancora in Thailandia, e Carl lo raggiunge spesso per la registrazione delle canzoni del nuovo album. A febbraio 2015 cominciano gli annunci ai grandi festival estivi, tra cui T in The Park, e le prime date del tour Europeo, che toccherà l’Italia il 4 luglio, a Milano.

And the good ship Albion sails on course…